COMITATO 3 OTTOBRE: QUANDO LA MEMORIA DIVENTA AZIONE

Un’evento della Sede Locale di Milano.

Martedì 13 gennaio 2026, in un’aula universitaria gremita di studenti di medicina, il tema della migrazione incrocia quello della medicina legale, della salute mentale e della dignità umana. Protagonista dell’incontro è stato Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre, ospite di un evento organizzato dal SISM di Milano. L’occasione è stata anche la registrazione di un podcast. 

Da questo confronto ha preso forma il racconto di un’organizzazione che, dal 2013, lavora per trasformare una tragedia collettiva in un impegno strutturato, capace di unire memoria, formazione, advocacy e intervento concreto.

Il Comitato 3 ottobre nasce all’indomani del naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, in cui persero la vita 368 persone. Da quel momento, la scelta è stata chiara: non limitarsi al ricordo, ma costruire percorsi che rendano la memoria uno strumento attivo di consapevolezza e responsabilità. Il Comitato promuove a Lampedusa ogni anno, in occasione della Giornata della Memoria e Accoglienza che si celebra il 3 ottobre, tre giorni di incontri, momenti di confronto, che coinvolgono testimoni, familiari delle vittime, studenti e studentesse, istituzioni, operatori del soccorso, mondo accademico e società civile. Un tempo sospeso, in cui il ricordo si intreccia all’ascolto e alla riflessione collettiva, restituendo centralità alle storie e alle persone dietro i numeri.

Accanto alle iniziative commemorative, il Comitato ha sviluppato negli anni una forte vocazione educativa. Con il progetto Semi di Lampedusa, migliaia di studenti e studentesse, docenti sono coinvolti in percorsi scolastici che affrontano i temi delle migrazioni, dei diritti umani e della cittadinanza attiva. L’educazione diventa così uno spazio privilegiato per contrastare la semplificazione e l’indifferenza, e per costruire uno sguardo critico e informato nelle nuove generazioni.

Un altro pilastro dell’attività del Comitato è l’advocacy. Attraverso il dialogo con Istituzioni nazionali ed europee, università e organizzazioni internazionali, il Comitato promuove politiche pubbliche attente alle persone, alle famiglie e alle conseguenze umane delle migrazioni forzate. Un lavoro spesso silenzioso, ma fondamentale per portare questi temi nei luoghi in cui si prendono decisioni.

Particolare rilievo assume il lavoro in ambito forense in collaborazione con il Labanof, sviluppato per affrontare una delle questioni più drammatiche e meno visibili legate ai naufragi: le migliaia di persone sepolte senza nome nei cimiteri europei. Attraverso il progetto “Vittime senza nome”, il Comitato collabora con esperti, istituzioni e università per promuovere pratiche di identificazione, raccolta dei dati e tutela delle salme. Un impegno che restituisce centralità al ruolo della medicina legale come strumento di giustizia, umanità e responsabilità pubblica.

In questo contesto, emerge con forza il legame tra il lavoro del Comitato e il mondo della formazione medica. Il confronto con gli studenti del SISM sottolinea quanto sia importante coinvolgere i futuri professionisti sanitari in una riflessione che non riguarda solo la tecnica, ma anche l’etica, la memoria e le conseguenze psicologiche e sociali della perdita. La salute, infatti, non è mai solo una questione biologica, ma anche relazionale, culturale e collettiva.

Il Comitato 3 Ottobre guarda alle nuove generazioni come interlocutori centrali del proprio lavoro. Studentə, volontarə e giovanə professionistə sono chiamati a partecipare attivamente alle iniziative educative, di sensibilizzazione e di ricerca, contribuendo a trasformare l’ascolto in azione e la memoria in impegno concreto.

Perché, come ricorda spesso il Comitato, il mare non cancella le storie. Sta alla società decidere se ignorarle o farsene carico.

Per approfondire le attività e le possibilità di partecipazione: www.comitato3ottobre.it