Conflitti e Sanità: quando la politica nega il diritto alla salute – Iran e USA

Lo SCORP Team 2026 è felice di annunciare l’inizio della rubrica Conflitti e Sanità: quando la politica nega il diritto alla salute.

L’iniziativa è volta a riportare con cadenza mensile, alcuni degli aggiornamenti geopolitici attuali e come questi impattino sulla salute, rendendo di fatto impossibile l’accesso alle cure. I temi scelti saranno diversi e verranno raccolti in un thread in mailing list scorp, così da rendere più agevole la consultazione e la discussione.

Il primo conflitto di cui si tratterà è quello tra Iran e USA.
L’attacco Israelo-statunitense in Iran del 2026 ha preso avvio il 28 febbraio con un’operazione militare congiunta da parte di Stati Uniti e Israele contro obiettivi militari, civili, uffici politici e leader di comando in Iran. L’operazione è iniziata due giorni dopo la conclusione di una serie di colloqui indiretti, con esiti infruttuosi, tra gli americani e iraniani sul loro programma nucleare a Ginevra con la mediazione dell’Oman.
Il governo israeliano ha presentato la propria operazione come un attacco preventivo. Teheran, al contrario, l’ha definita un’aggressione illegale e ha risposto tramite il lancio di missili con l’operazione “Vera Promessa 4” consistente in un’ondata di azioni contro Israele e installazioni statunitensi in diversi Stati arabi del Golfo Persico.

Per non perderti neanche un episodio, vi invitiamo a iscrivervi alla mailing list scorp.

L’operazione si colloca nel progressivo deterioramento dei rapporti tra Iran e Israele maturato all’interno di un quadro geopolitico di elevata tensione. Fino alla fine del 2023 i due Stati non si erano mai affrontati direttamente, e il confronto era avvenuto a più riprese in guerre parallele e indirette.
Tuttavia, a partire dal 2024, la situazione si è incrinata sempre di più, fino a diventare una guerra diretta tra Iran e Israele nota anche come “Guerra dei dodici giorni”: conflitto armato scoppiato il 13 giugno 2025 a seguito dell’offensiva israeliana condotta con massicci attacchi aerei a sorpresa contro infrastrutture nucleari, basi militari e aree residenziali in territorio iraniano. L’operazione ha segnato l’inizio della guerra tra Israele e la Repubblica Islamica dell’Iran, che in risposta ha lanciato un’ondata di attacchi missilistici contro obiettivi militari e civili in Israele.
Gli Stati Uniti, che hanno difeso Israele dai missili e dai droni iraniani sin dal primo giorno della guerra, sono entrati direttamente nel conflitto a partire dal nono giorno bombardando tre siti nucleari iraniani. L’Iran ha reagito lanciando missili contro una base statunitense in Qatar.
Il 24 giugno 2025, Israele e Iran concordarono un cessate il fuoco.
A seguito dell’aggressione israeliana condotta il 13 giugno 2025, il successivo 28 febbraio 2026, Israele ha attaccato nuovamente l’Iran in un’azione congiunta con gli USA, dando il via ad una seconda guerra diretta con le operazioni nominate “Ruggito del Leone” e “Furia epica” da Israele e USA rispettivamente a cui l’Iran ha risposto con l’azione “Vera promessa 4”.

Leggi fino alla fine per conoscere l’impatto sanitario di questo conflitto sulla popolazione civile iraniana.

Svolgimento
Ancora prima che avvenissero le operazioni militari del 28 febbraio 2026, la CIA ha monitorato per mesi i movimenti di Khamenei.
Dopo queste raccolte di informazioni, il 28 febbraio 2026 Israele infatti annuncia l’avvio di un attacco preventivo contro l’Iran. Reuters, agenzia di stampa internazionale, riferisce che l’azione è coordinata con gli Stati Uniti e che i primi attacchi hanno colpito obiettivi nella capitale iraniana.
Poche ore dopo, Benjamin Netanyahu rende pubblica la denominazione «Ruggito del Leone» e presenta la campagna come un’operazione più ampia della precedente «Leone Nascente» del 2025 (operazione facente parte della guerra dei dodici giorni). Nel suo messaggio egli indica come obiettivi le dotazioni missilistiche e nucleari iraniane, le strutture del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica e del Basij (forza paramilitare iraniana) e, più in generale, la possibilità di impedire che l’Iran diventi militarmente «invulnerabile». A distanza di alcuni minuti, Donald Trump conferma la partecipazione statunitense, presentando l’intervento come necessario per rimuovere una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti e per creare le condizioni di un mutamento politico interno in Iran.
Teheran contesta immediatamente questa ricostruzione, definendo l’attacco «non provocato» e contrario al diritto internazionale.

Morte di Khamenei e di altri membri del governo iraniano
Poco prima della mezzanotte, il 28 febbraio, un funzionario israeliano rimasto anonimo dichiara che Khamenei è rimasto ucciso nei raid aerei e che il suo corpo è stato recuperato e identificato da fonti dell’intelligence. Sia il presidente Trump che il primo ministro Netanyahu lasciano intendere di ritenere Khamenei deceduto già prima che l’Iran ne confermi ufficialmente la morte.
Nelle prime ore del 1° marzo, i media statali iraniani annunciano la morte della Guida Suprema e riportano anche l’uccisione di diversi esponenti politici del regime.
Nell’operazione Israelo-americana però, non si annoverano solo vittime facenti parte della guida politica del regime Iraniano, ma anche civili.
In particolare l’operazione più letale dell’intera campagna di bombardamenti è rappresentata dall’Attacco missilistico sulla scuola di Minab.
Il 28 febbraio 2026, la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh di Minab, nel sud dell’Iran, è stata distrutta durante l’orario scolastico presumibilmente a seguito dell’impatto di un missile, nel primo giorno dei raid israelo-statunitensi contro il Paese. Secondo i media statali iraniani, le vittime sarebbero 180, in larga parte bambini in età scolare.

Risposta iraniana
Nel corso della stessa giornata l’Iran risponde con ondate di missili e droni diretti verso Israele e verso installazioni statunitensi in vari Stati del Golfo. L’Associated Press riferisce di attacchi contro strutture militari statunitensi in Bahrain, Kuwait e Qatar, mentre Reuters riporta intercettazioni o impatti anche negli Emirati Arabi Uniti e in Giordania.
Il ministero degli esteri iraniano descrive la risposta come un’azione di difesa del territorio nazionale contro “l’assalto militare del nemico”.
Nel conflitto politico, sono stati coinvolti altri Paesi come Libano, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Azerbaijan, Bahrain, Cipro, Iraq, Kuwait, Oman e Qatar. L’escalation ha anche causato un impatto immediato sul traffico aereo regionale, per cui diversi aeroporti nei Paesi coinvolti hanno immediatamente interrotto le proprie operazioni.

Conseguenze
Dopo l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei nei raid, l’Iran ha avviato una transizione politica complessa e instabile, con un triumvirato provvisorio per garantire la continuità del potere. Il triumvirato ha assunto le funzioni supreme controllando esercito, media e politica estera.
Secondo la Costituzione iraniana, l’Assemblea degli Esperti deve eleggere la nuova Guida Suprema entro pochi mesi. L’8 marzo, l’Assemblea annuncia ufficialmente l’elezione di Mojtaba Khamenei come nuova Guida suprema dell’Iran, succedendo al padre Ali Khamenei.
Israele, contemporaneamente, applica misure restrittive dichiarando, tramite il ministro della Difesa, lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale, affermando che i bombardamenti contro l’Iran rappresentano la più vasta operazione militare mai lanciata dal paese. A seguito della proclamazione, scuole e luoghi di lavoro sono stati chiusi, mentre tutti gli eventi e le riunioni pubbliche sono stati annullati. Il Coordinatore delle attività governative nei territori ha disposto la chiusura di diversi valichi per gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.
Inoltre, da quando è scoppiato il conflitto, dopo la minaccia dei Pasdaran, l’Iran ha proclamato la chiusura dello Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più importanti al mondo per il commercio di petrolio e gas naturale.
Il traffico petrolifero, pertanto, si è interrotto bruscamente nelle rotte principali, con milioni di barili bloccati nel Golfo Persico.
Il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran è arrivato nel cuore della notte italiana, a meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum di Donald Trump a riaprire Hormuz. Le operazioni militari sono sospese “per un periodo di due settimane”, ha fatto sapere il presidente Usa, tempo che sarà usato per cercare di concludere una pace duratura. A giocare un ruolo centrale nelle trattative – frenetiche – delle ultime ore è stato il Pakistan, attivo come mediatore tra le parti.

Come si è arrivati alla tregua
Con l’avvicinarsi della scadenza dell’ultimatum di Donald Trump, fissata alle 20 orario di Washington del 7 aprile, il primo ministro pakistano Sharif aveva invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto in corso in Medio Oriente a rispettare “un cessate il fuoco di due settimane” per consentire alla diplomazia di raggiungere una soluzione definitiva. Sharif aveva inoltre chiesto alle autorità iraniane di aprire lo Stretto di Hormuz nello stesso periodo,
“come gesto di buona volontà”, sollecitando il presidente statunitense Donald Trump “a prorogare di due settimane la scadenza” fissata per l’intervento in Iran.
La proposta del Pakistan è sembrata fin dall’inizio accolta con un’apertura da entrambe le parti.
Con il passare delle ore, poi, la possibilità di un accordo è sembrata diventare più concreta. E così, quando da poco era passata la mezzanotte in Italia, Donald Trump ha dato l’annuncio su Truth: “Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATE IL FUOCO bilaterale”.
Uno stop ai bombardamenti “a condizione che la Repubblica Islamica dell’Iran acconsenta all’APERTURA COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA dello Stretto di Hormuz”.

Le trattative per la pace
Con l’arrivo della tregua, adesso i riflettori si spostano sulle trattative di pace: il primo round di incontri fra Stati Uniti e Iran per un accordo per mettere fine alla guerra è stato a Islamabad. Secondo quanto riportato dalla CNN, per il ministro degli esteri di Teheran, Washington avrebbe accettato “l’impalcatura” del piano in dieci punti dell’Iran come “base per le trattative”, e in cambio Teheran starebbe prendendo in considerazione la proposta in
15 punti degli Stati Uniti.

Cosa sappiamo sui 10 punti dell’Iran
Come sottolineato dalla CNN, sebbene non sia stata resa disponibile una versione ufficiale della proposta in 10 punti di Teheran, il Consiglio nazionale di sicurezza iraniano ha svelato alcune delle parti centrali del documento: questo include – sempre stando all’emittente statunitense – la possibilità di regolamentare il passaggio attraverso lo stretto di Hormuz, la fine degli attacchi all’Iran e ai suoi alleati, il ritiro delle forze americane dalla regione,
riparazioni di guerra, la rimozione delle sanzioni internazionali e una risoluzione ONU per blindare l’accordo di pace. Inoltre, alcune versioni del documento fatte circolare dai media iraniani indicano come gli Stati Uniti avrebbero accettato il principio secondo cui Teheran ha il diritto di arricchire l’uranio.

Cosa sappiamo sui 15 punti degli USA
Allo stesso modo, non è stata pubblicata una versione ufficiale dei 15 punti del piano portato avanti dagli Stati Uniti. Secondo quanto
ricostruito dalla CNN, però, questi includerebbero l’impegno dell’Iran a non sviluppare armi atomiche, la consegna dell’uranio arricchito, limitazioni alla capacità di difesa di Teheran, la fine del sostegno ai ‘proxy’ nella regione e la riapertura dello stretto di Hormuz. Inoltre, sul tavolo ci sarebbe anche la richiesta del riconoscimento del diritto all’esistenza dello Stato di Israele.

Qual è la situazione attuale
Secondo il New York Times, con questa tregua Donald Trump ha trovato la sua via di uscita in Iran, ma le cause della guerra non sono state risolte. Secondo il quotidiano newyorkese, il presidente ha prima minacciato di far “morire la civiltà” iraniana e dieci ore dopo si è tirato indietro. Anche se aver siglato il cessate fuoco “senza dubbio” è considerata “una vittoria tattica strappata all’ultimo respiro”, si tratta però di un successo che “non risolve nessuno dei problemi fondamentali che hanno portato alla guerra”, ha aggiunto il NYT precisando che ora Trump si trova davanti alla sfida di dover raggiungere non solo un accordo duraturo con l’Iran, ma di dimostrare al mondo che il conflitto andava combattuto.

Ghalibaf: “Violato l’accordo, così tregua e colloqui irragionevoli”
Successivamente il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, capo negoziatore degli ayatollah, in una nota ha dichiarato che tre dei dieci punti proposti da Teheran per un accordo di tregua con gli Usa sono stati “apertamente e chiaramente violati” e che “in questa situazione una tregue bilaterale e i colloqui sono irragionevoli”. Nella nota, Ghalibaf punta il dito, tra l’altro, sulla “violazione” del punto che “includeva anche il Libano” nella tregua. Poi tra le “tre clausole” della proposta iraniana considerate non rispettate, il presidente del Parlamento iraniano ha indicato altri due aspetti: il “divieto di qualsiasi ulteriore violazione dello spazio aereo iraniano”, denunciando “l’intromissione di un drone”, e “la negazione del diritto dell’Iran all’arricchimento dell’uranio”, diritto che invece “era incluso al punto sei dell’accordo”.

Vance attacca i media: “Infondati i 10 punti su proposte pace USA-Iran”
“Ho visto diverse testate – Nyt, Cnn e altre – riprendere e diffondere l’originale proposta in 10 punti, basandosi su poco più che un tizio a caso in Iran che l’aveva inviata a una tv pubblica locale; e poi le ho viste sostenere che quella proposta rappresentasse, in qualche modo, la posizione negoziale del governo”, ha detto poi il vicepresidente Usa, JD Vance, sulle proposte di pace in 10 punti tra Usa e Iran, “rivelatesi infondate”. Vance ha detto che “gli
iraniani pensavano che il cessate il fuoco includesse il Libano, ma non era affatto così”, secondo Fox News.
Ad oggi nonostante le difficoltà che comporta il blocco dello Stretto di Hormuz, Trump ha respinto la proposta dell’Iran per terminare la guerra in corso. Ma Teheran continua a non darsi per vinta e infatti ha scelto di spedire una nuova proposta, mentre il petrolio si impenna sui 100 dollari al barile. Per il presidente americano, la prima offerta non era abbastanza per porre fine alle ostilità e il suo punto fisso rimane l’impossibilità per l’Iran di avere armi nucleari.L’elaborazione di un nuovo documento da parte della Repubblica islamica richiederà del tempo, ma sarà necessario trovare una posizione comune.
Fonte: SkyTG24

Impatto sanitario
Qualsiasi conflitto, ovunque esso sia, ricade sui civili e in particolare compromette gravemente lo stato di salute di questi ultimi. Sicuramente i primi effetti sanitari delle guerre sono costituiti da morti e feriti traumatici dovuti a bombardamenti, combattimenti urbani e mine.

Nel conflitto iniziato con gli attacchi all’Iran del 28 febbraio 2026, gli ospedali delle aree colpite riportano un aumento improvviso della domanda di chirurgia d’urgenza e di terapia intensiva, mentre la capacità si riduce per danni strutturali, carenze di carburante e interruzione delle forniture.
Le patologie emergenziali, però, non costituiscono l’unico impatto: la letteratura sottolinea come, nei conflitti prolungati, l’eccesso di mortalità per cause “non belliche” possa, sul medio termine, superare il numero dei morti direttamente causati dalle esplosioni. Tra queste cause annoveriamo malattie croniche come diabete, ipertensione, insufficienza renale e tumori la cui gestione in condizioni di guerra è praticamente impossibile. Per di più in Iran, anni di sanzioni e limiti all’importazione di farmaci hanno già prodotto carenze strutturali, che l’attuale conflitto aggrava costringendo pazienti all’interruzione di dialisi, chemioterapie e follow-up specialistici.
Alle malattie croniche si aggiungono epidemie e malattie infettive, conseguenza della distruzione di infrastrutture idriche, fognarie ed energetiche, insieme allo sfollamento di massa.
Il conflitto ha determinato spostamenti massicci di popolazione all’interno dell’Iran. Secondo l’OMS, più di 100mila persone si sono trasferite in altre aree del paese per sfuggire all’insicurezza, mentre centinaia di migliaia vivono in rifugi collettivi affollati, spesso con accesso limitato ad acqua potabile, servizi e condizioni igieniche adeguate.
Queste condizioni favoriscono la diffusione di infezioni respiratorie, malattie diarroiche e altre patologie trasmissibili, aggravando una crisi sanitaria già sotto pressione a causa del conflitto. Ciò aumenta, oltretutto, il rischio di focolai che possono estendersi al di là dei confini nazionali, con implicazioni per la sicurezza sanitaria globale.

Negli ultimi giorni l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme globale per i pericoli ambientali e sanitari legati agli incendi di impianti petroliferi in Iran provocati dal conflitto. In una nota ufficiale, l’OMS ha analizzato le condizioni di centinaia di migliaia di persone esposte a fumi tossici, acqua contaminata e condizioni igieniche precarie nei rifugi collettivi, con impatti diretti su infezioni respiratorie e altre malattie trasmissibili. Nel dettaglio del rapporto pubblicato dall’agenzia Onu, la situazione ambientale si intreccia con quella della salute pubblica: dagli incendi nelle infrastrutture petrolifere, che rilasciano sostanze chimiche pericolose, alle piogge contaminate note come “pioggia nera”. La formazione di quest’ultima indica la presenza di particelle di combustione in atmosfera la cui esposizione prolungata, secondo gli esperti, può aumentare il rischio di malattie croniche, compresi alcuni tumori, soprattutto per gruppi vulnerabili come bambini, anziani e persone con patologie preesistenti.

Vogliamo esprimere solidarietà alla popolazione Iraniana, in questo momento soffocata dagli attacchi congiunti di Israele e USA.
Le scorse operazioni militari Israelo-statunitensi, tra cui l’attacco missilistico sulla scuola di Minab, sono simbolo reale di come la violenza perpetrata dal potere ricada soprattutto su civili innocenti.
Premesso che non esiste alcuna giustificazione plausibile per cui la violenza possa essere utilizzata come strumento di risoluzione, in questo caso l’offensiva di USA e Israele viola la dottrina giuridica internazionale prevalente, fondata sulla Carta delle Nazioni Unite, che considera l’attacco preventivo (o “guerra preventiva”) verso un altro Stato, un atto di aggressione illecito e contrario al diritto internazionale, se compiuto in assenza di un attacco armato subìto o di una minaccia imminente.

Ancora una volta assistiamo ad una violazione dei diritti fondamentali, tra cui il diritto alla salute e all’accesso alle cure.

La nostra solidarietà verso il popolo Iraniano, nasce non solo dai recenti sviluppi, ma anche dalle torture e violenze che il popolo persiano è da anni costretto a subire a causa del regime: dichiariamo sostegno per le manifestanti e i manifestanti sottoposti a repressione fisica, mediatica, verbale. Torturati, incarcerati e massacrati.
Chiediamo la cessazione di ogni bombardamento e azione armata. Nel rispetto del diritto internazionale, sanitario e soprattutto dei diritti umani perché, come affermò Hannah Arendt, “La guerra non restaura i diritti, ma ridefinisce i poteri.”

Iscrizioni aperte agli ENM – primavera 2026

Credi che la sola formazione accademica non basti per diventare un bravo medico? Iscriviti agli Eventi Nazionali Minori – Edizione Primaverile 2026 alla pagina: https://sism.org/eventi-nazionali-minori/

Le formazioni del SISM hanno l’obiettivo di fornire un background a futuri professionisti della salute riguardo argomenti e tematiche che non vengono approfondite nelle aule universitarie, ma che influiscono sulla salute della popolazione, per fornire le migliori cure possibili ai futuri pazienti.
Possono partecipare tutte le persone regolarmente tesserate al SISM per l’anno associativo 2025-2026. Clicca per trovare la Sede Locale più vicina a te.

Nel weekend 23-26 Aprile si terranno due laboratori di formazione, al termine dei quali si avrà la possibilità di diventare Formatori SISM quali Smile-X Meeting 13.0 (Palermo) e LabEx 3.0 (Roma).

Per il weekend 1-3 Maggio, nella stessa struttura (Casola Valsena, RA) in maniera parallela, i due laboratori tematici saranno occasione per approfondire tematiche proprie delle due standing committees, ad esempio:

  • SCORP Meeting: legame fra diritti umani e sanità, accesso alle cure, Salute Globale, aiuto umanitario ecc.
  • SCOPH Meeting: One Health, Health Literacy, Campaigning e molto altro.

Alla conclusione degli eventi otterrai un certificato di partecipazione, ma soprattutto nuove conoscenze e soft skills spendibili nel tuo futuro professionale all’interno di una rete di studenti e studentesse da tutta Italia!

Non perdere tempo, cogli l’occasione!

Scadenza iscrizioni: 20 marzo per LabEx 3.0 e 22 marzo per Smile-X, SCOPH e SCORP Meeting.


Per ulteriori informazioni scrivere a:

COMITATO 3 OTTOBRE: QUANDO LA MEMORIA DIVENTA AZIONE

Un’evento della Sede Locale di Milano.

Martedì 13 gennaio 2026, in un’aula universitaria gremita di studenti di medicina, il tema della migrazione incrocia quello della medicina legale, della salute mentale e della dignità umana. Protagonista dell’incontro è stato Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre, ospite di un evento organizzato dal SISM di Milano. L’occasione è stata anche la registrazione di un podcast. 

Da questo confronto ha preso forma il racconto di un’organizzazione che, dal 2013, lavora per trasformare una tragedia collettiva in un impegno strutturato, capace di unire memoria, formazione, advocacy e intervento concreto.

Il Comitato 3 ottobre nasce all’indomani del naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, in cui persero la vita 368 persone. Da quel momento, la scelta è stata chiara: non limitarsi al ricordo, ma costruire percorsi che rendano la memoria uno strumento attivo di consapevolezza e responsabilità. Il Comitato promuove a Lampedusa ogni anno, in occasione della Giornata della Memoria e Accoglienza che si celebra il 3 ottobre, tre giorni di incontri, momenti di confronto, che coinvolgono testimoni, familiari delle vittime, studenti e studentesse, istituzioni, operatori del soccorso, mondo accademico e società civile. Un tempo sospeso, in cui il ricordo si intreccia all’ascolto e alla riflessione collettiva, restituendo centralità alle storie e alle persone dietro i numeri.

Accanto alle iniziative commemorative, il Comitato ha sviluppato negli anni una forte vocazione educativa. Con il progetto Semi di Lampedusa, migliaia di studenti e studentesse, docenti sono coinvolti in percorsi scolastici che affrontano i temi delle migrazioni, dei diritti umani e della cittadinanza attiva. L’educazione diventa così uno spazio privilegiato per contrastare la semplificazione e l’indifferenza, e per costruire uno sguardo critico e informato nelle nuove generazioni.

Un altro pilastro dell’attività del Comitato è l’advocacy. Attraverso il dialogo con Istituzioni nazionali ed europee, università e organizzazioni internazionali, il Comitato promuove politiche pubbliche attente alle persone, alle famiglie e alle conseguenze umane delle migrazioni forzate. Un lavoro spesso silenzioso, ma fondamentale per portare questi temi nei luoghi in cui si prendono decisioni.

Particolare rilievo assume il lavoro in ambito forense in collaborazione con il Labanof, sviluppato per affrontare una delle questioni più drammatiche e meno visibili legate ai naufragi: le migliaia di persone sepolte senza nome nei cimiteri europei. Attraverso il progetto “Vittime senza nome”, il Comitato collabora con esperti, istituzioni e università per promuovere pratiche di identificazione, raccolta dei dati e tutela delle salme. Un impegno che restituisce centralità al ruolo della medicina legale come strumento di giustizia, umanità e responsabilità pubblica.

In questo contesto, emerge con forza il legame tra il lavoro del Comitato e il mondo della formazione medica. Il confronto con gli studenti del SISM sottolinea quanto sia importante coinvolgere i futuri professionisti sanitari in una riflessione che non riguarda solo la tecnica, ma anche l’etica, la memoria e le conseguenze psicologiche e sociali della perdita. La salute, infatti, non è mai solo una questione biologica, ma anche relazionale, culturale e collettiva.

Il Comitato 3 Ottobre guarda alle nuove generazioni come interlocutori centrali del proprio lavoro. Studentə, volontarə e giovanə professionistə sono chiamati a partecipare attivamente alle iniziative educative, di sensibilizzazione e di ricerca, contribuendo a trasformare l’ascolto in azione e la memoria in impegno concreto.

Perché, come ricorda spesso il Comitato, il mare non cancella le storie. Sta alla società decidere se ignorarle o farsene carico.

Per approfondire le attività e le possibilità di partecipazione: www.comitato3ottobre.it

La Presidente Nazionale Eleonora Curatella e il NOME Federico Delle Castelle alla Camera dei Deputati per la conferenza stampa "Medicina senza Filtri: le criticità del semestre"

Discorso del SISM sull’andamento del Semestre Filtro

In data 13 Gennaio 2026, presso la Camera dei Deputati, il SISM è intervenuto in qualità di consulente tecnico alla conferenza stampa Medicina senza filtri: le criticità del semestre – Conferenza stampa di Benedetto Della Vedova, trasmessa live sui canali YouTube e webtv.camera.com e pubblicata al link https://webtv.camera.it/evento/30052.

Di seguito un estratto del discorso del NOME Federico Delle Castelle.

[…] Il Semestre Filtro espone studenti e studentesse appena maggiorenni a un carico mentale decisamente gravoso: essi si trovano a frequentare corsi, sostenere esami e a competere tra loro senza alcuna garanzia di continuità nel percorso accademico.
Questo clima genera una competizione esasperata protratta nel tempo, un senso di precarietà e una progressiva erosione dello spirito collaborativo, che dovrebbe invece essere un pilastro della formazione, nonché della professione medica.

Tutto ciò, oltre alle gravi e non trascurabili ripercussioni sul piano della vita personale degli studenti, ha avuto inevitabili e forti ricadute anche sul tempo qualitativo dedicato allo studio per il superamento degli esami e, di riflesso, a una selezione ancora meno equa e giusta al termine del semestre.

Quella che si è verificata lo scorso semestre è stata una formazione a nostro avviso inadatta alla preparazione e alla selezione di futuri professionisti sanitari competenti e consapevoli del loro ruolo, in grado di rispondere ai bisogni di salute della popolazione e di fare in modo che siano rispettati i diritti costituzionali inviolabili di cui lo Stato è garante.

Risulta quindi evidente come il Semestre Filtro, non solo sia stato deleterio nei confronti della qualità della Formazione Medica e del benessere psico-fisico degli studenti, ma è anche venuto meno all’obiettivo dichiarato della riforma: quello di garantire un accesso più libero, equo e giusto.
Nei fatti, il Semestre Filtro non elimina la selezione, la sposta solamente.

[…] riteniamo che il problema fondamentale non risieda nel sottoporsi a un test come quelli degli anni passati, quanto più nella disparità di mezzi di cui i candidati godono nella preparazione, elementi che dovrebbero essere maggiormente uniformi ed equamente accessibili tra gli aspiranti medici, odontoiatri e veterinari. Richiediamo, pertanto, che vengano prese misure atte ad appianare efficacemente queste differenze e che ciò sia perseguito attraverso un sistema che salvaguardi la qualità formativa e il benessere psicofisico degli studenti, standard che la riforma del Semestre Filtro non è stata in grado di soddisfare. […]

Ringraziamo il Dottor Avv. Leone e il Dottor Avv. Catalano per l’opportunità offertaci di poter prendere parte a questa Conferenza Stampa e di averci permesso di poter mettere a disposizione la nostra esperienza e le nostre competenze in materia di Formazione Medica al fine di implementare riforme che migliorino realmente il benessere della comunità accademica e, di riflesso, quello della società.

Desideriamo precisare, al fine di evitare eventuali fraintendimenti, che il SISM non è parte del suddetto comitato, ma è stato coinvolto lo scorso dicembre in qualità consulente tecnico in merito alla survey già pubblicata in maniera autonoma il 12 novembre 2025.

Rinnoviamo, inoltre, la nostra piena disponibilità a portare le nostre posizioni e le nostre analisi a chiunque sia interessato ad approfondire questo tema.

Comunicato Stampa – Posizione del SISM in merito alle azioni genocidiarie e alla grave violazione dei diritti umani commesse dallo stato di Israele ai danni del popolo palestinese.

Leggi il Comunicato Stampa integrale.

Nel rispetto della “Carta dei Valori”, la Carta d’Impegno Associativo “Violazione dei Diritti Umani nei Territori Palestinesi” e delle Policy Associative “Approccio Globale alla Salute e alla Formazione Universitaria”, “Diritto alla Salute e Accesso alle Cure”, “Salute delle persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ e Lotta alla DIscriminazione” e “Salute delle persone migranti e con background migratorio

il SISM – Segretariato Italiano Studenti in Medicina – APS esprime la propria condanna nei confronti dello stato di Israele per le azioni genocidiarie e le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate ai danni del popolo Palestinese.

[…]

La violazione dei diritti del popolo palestinese non è iniziata il 7 ottobre 2023. Israele, sin dalla sua fondazione nel 1948, ha attuato pratiche coloniali e di apartheid, riconosciute e denunciate da organismi internazionali indipendenti. Dopo l’attacco del gruppo politico-militare di Hamas del 7 ottobre 2023, le azioni israeliane si sono intensificate in maniera sproporzionata, configurandosi come genocidio secondo la definizione della Convenzione ONU del 1948.Dati ufficiali aggiornati al 17 dicembre 2025 riportano: 70.668 persone uccise a Gaza (di cui 20.179 bambini) e 171.152 ferite. Ci teniamo a sottolineare che anche adottando le stime più prudenti le persone uccise non identificate o ancora sepolte sotto le macerie potrebbero essere centinaia di migliaia. Tra le vittime figurano operatori umanitari, sanitari, membri della Protezione Civile e giornalisti. L’insicurezza alimentare riguarda l’intera popolazione dei governatorati di Gaza, Deir al Balah e Khan Younis, con centinaia di migliaia di persone in condizioni di carestia.

[…]

Alla luce della necessità di una lettura approfondita che integri prospettiva storica, sanitaria e sociale, il SISM ha stilato il report “Per una Palestina libera” (consultabile al seguente link: Per una Palestina libera – Storia di un popolo e della sua Terra) ed in seguito ha elaborato la Carta d’Impegno Associativo “Violazione dei Diritti Umani nei Territori Palestinesi”, un documento che nasce da un percorso collettivo di riflessione, studio e confronto, e che vuole ricostruire le radici del conflitto, denunciare le responsabilità della comunità internazionale e riaffermare che la speranza risiede nella collettività e nella lotta per la giustizia.

Posizione del SISM in merito all’andamento delle prove di esame del Semestre Filtro

Leggi il Comunicato Stampa integrale.

Posizione del Segretariato Italiano Studenti in Medicina in merito all’andamento delle prove di esame del Semestre Filtro, prospettive future di sanatoria e riflessione sul dibattito politico-istituzionale sul Semestre Filtro.

Il Segretariato Italiano Studenti in Medicina esprime tutta la sua preoccupazione in merito alle presunte irregolarità verificatesi in occasione delle prove di esame del nuovo sistema di accesso “Semestre Filtro” e al bassissimo tasso di superamento degli esami del Semestre Filtro per le nuove matricole.

Al netto di un notevole sforzo da parte dei Nostri Atenei, Rettori, Presidenti di Corso di Laurea e Professori coinvolti, proprio come temuto e espresso all’interno del nostro Comunicato Stampa datato 04/09/2025 e all’interno del Dossier allegato alla memoria depositato in VII Commissione Scienze, Cultura e Istruzione della Camera dei Deputati, possiamo testimoniare un abbassamento della qualità formativa e un preoccupante peggioramento del grado di gestione dello stress e del benessere psicologico degli studenti del Semestre Filtro (dati raccolti tramite una survey di monitoraggio indipendente portata avanti dallo stesso Segretariato).

[…]

Il Segretariato Italiano Studenti in Medicina (SISM) esprime profonda preoccupazione e forte dissenso rispetto alle recenti dichiarazioni della Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, rivolte a un gruppo di contestatori iscritti al Semestre Filtro nel contesto della Manifestazione Politica Atreju. Parole che appaiono distanti dalle reali esigenze delle studentesse e degli studenti e che rischiano di delegittimare un dissenso a nostro avviso ampiamente motivato e nato dall’esperienza diretta di studenti che hanno vissuto sulla propria pelle l’impatto della riforma.

[…]

 Leggi il Comunicato Stampa integrale.

 

 

Posizione del SISM – APS sulla scomparsa di Maddalena Carta, simbolo della crisi del SSN

Posizione del Segretariato Italiano Studenti in Medicina di fronte alla scomparsa di Maddalena Carta, Medico di famiglia a Dorgali, Sardegna, sintomo di un Servizio Sanitario Nazionale che non tutela i suoi medici.

Il Segretariato Italiano Studenti in Medicina (SISM) esprime le sue condoglianze per la scomparsa inaspettata della dottoressa Maddalena Carta. In questo momento di cordoglio la nostra vicinanza va ai familiari, ai colleghi e a chi ogni giorno dedica la propria vita alla cura degli altri.

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La situazione nella quale si trovava la Dottoressa Carta è una rappresentazione purtroppo di una realtà che non può e non deve essere ignorata: Il Servizio Sanitario Nazionale è sottoposto a un carico crescente. Medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari si trovano costretti a gestire carichi di lavoro sempre più gravosi, spesso in condizioni di carenza di personale e risorse non adeguate alla richiesta.

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Non possiamo continuare a chiedere ai medici e a tutto il personale sanitario di sopperire con la propria abnegazione alle mancanze strutturali di un sistema sottofinanziato e privo di risorse. È necessario un impegno deciso e immediato da parte delle istituzioni per invertire questa rotta.

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Comunicato Stampa – Posizione del SISM sulla riforma “Semestre Filtro”

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Posizione del Segretariato Italiano Studenti in Medicina sull’adozione delle nuove modalità di accesso programmato ai Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e Medicina Veterinaria.

Alla luce dell’approvazione e introduzione delle nuove modalità di accesso programmato alle Scuole di Medicina e Chirurgia attraverso il nuovo sistema “semestre filtro” e al crescente dibattito politico in merito all’abolizione del numero programmato per l’accesso ai CdLM in Medicina e Chirurgia, il Segretariato Italiano Studenti in Medicina (SISM) ribadisce la propria contrarietà in merito alla formulazione del disegno di legge in toto.

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Come già puntualizzato pubblicamente nel contesto della VII Commissione Permanente “Cultura, Scienza e Istruzione” della Camera dei Deputati e come già comunicato ai Presidenti dei CdLM in Medicina e Chirurgia (Conferenza Permanente dei Presidenti dei Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia) e ai Magnifici Rettori degli Atenei con CdLM in Medicina e Chirurgia attraverso la Conferenza dei Rettori e delle Università Italiane (CRUI), le maggiori criticità rilevate dal SISM all’interno della Proposta di Legge approvata in un testo unificato dal Senato della Repubblica sono molteplici e concernono più aspetti complementari e sinergici, quali le carenze strutturali, i deficit formativi e la sostenibilità psicologica del corpo studentesco in toto.

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Chiediamo solo Formazione, non selezione punitiva.

Per queste motivazioni il SISM Nazionale ha deciso di lanciare la campagna #STOPSemestreFiltro.

Comunicato Stampa “NTDs e Lebbra”

Come SISM, chiediamo alle Istituzioni Sanitarie, al Governo e alle strutture politiche sovranazionali e/o internazionali di:

🔵 Incrementare gli investimenti in ricerca e cooperazione internazionale, destinando risorse specifiche allo studio di nuove terapie, strumenti diagnostici e vaccini, con un focus particolare sulle patologie che colpiscono le comunità più vulnerabili. Si rende altresì necessario promuovere dei veri e concreti progetti di cooperazione internazionale, volti alla promozione della Salute e all’extravisibilizzazione di patologie dimenticate.

🔵 Promuovere campagne di sensibilizzazione pubblica e formazione sanitaria, volte a combattere lo stigma e aumentare la consapevolezza sull’impatto sociale ed economico di queste malattie. Difatti, attualmente, le Malattie Neglette sono fortemente interconesse ai concetti di discriminazione, stigma istituzionalizzato e determinanti sociali di salute

🔵 Inserire le Malattie Neglette e la Lebbra nelle agende programmatiche nazionali e internazionali, adottando politiche economiche sanitarie che garantiscano l’accesso equo alle cure, perché il Diritto alla Salute è universale, fondamentale e portante in qualsivoglia sistema culturale di riferimento.

🔵 Rafforzare i sistemi sanitari locali nei Paesi a basso e medio reddito, migliorando le infrastrutture sanitarie, le condizioni igienico-sanitarie e l’accesso ai servizi di base per interrompere il ciclo di povertà e vulnerabilità.

🔵 Favorire un approccio olistico che affronti i determinanti sociali di salute come la povertà, l’istruzione e le disuguaglianze, creando le condizioni per un cambiamento strutturale a lungo termine.

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Posizione del SISM – APS rispetto al DDL S.824

Nella giornata del 16 ottobre 2024, è stato approvato in Senato il DDL Varchi, per rendere la Gestazione per Altri (GPA) perseguibile in Italia anche se praticata all’estero da cittadini o cittadine italiane. 

Nel rispetto dei valori associativi, in accordo con i propri principi statutari e con i Policy Document “Promozione dell’Equità tra Generi e contrasto alla Violenza di Genere” e “Salute delle Persone della comunità LGBTQIA+ e Lotta alla Discriminazione con questo Comunicato Stampa come SISM vogliamo esprimerci contrari all’adozione del Disegno di Legge 824, e ripudiamo ogni forma di discriminazione, riconoscendo in essa una forma di atto lesivo della salute e dei diritti umani fondamentali di ogni persona e delle collettività.

Esortiamo quindi la comunità tutta alla sensibilizzazione e formazione in materia.

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